Problemi etici introdotti dalla ricerca sulle staminali

In Italia e nel mondo è in corso un dibattito sull’utilizzo delle cellule staminali; le parti in causa sono i ricercatori (favorevoli) e le autorità religiose (contrarie).

I favorevoli:

I favorevoli in Italia sono gli scienziati che si dividono in due parti: i primi affermano che la sperimentazione sulle cellule staminali adulte potrebbe dare risultati simili a quelle embrionali mentre altri scienziati ritengono che per essere sicuri bisognerebbe fare ancora dei test sulle embrionali.

Obama in America ha attualmente sbloccato i fondi federali per le organizzazioni non governative che si occupano di aborto e staminali, precedentemente bloccati da Bush. Gli scienziati italiani, dopo l’intervento di Obama, hanno intensificato le richieste al governo per i fondi alla ricerca sulle cellule staminali per non rimanere indietro rispetto gli altri paesi su questo argomento. In Italia, a causa della legge n. 40 del 2004, non è permesso distruggere embrioni a fini di ricerca ma la legge non norma le importazioni dall’estero. Infatti, in Italia, vi sono una decina di gruppi di ricerca impegnati nello studio di queste cellule che ricevono le embrionali tramite collaborazioni estere, come quello dell’università di Milano. In Gran Bretagna, invece è perfettamente legale ma gli embrioni che vengono utilizzati non possono superare i quattordici giorni di età, cioè quando sono ancora un insieme di cellule non più grandi di 0,2cm. Resta il fatto che se queste ricerche andranno per il meglio si potranno curare moltissime malattie come il morbo di Alzheimer e i tumori.

I contrari:

I problemi etici sono nati dalla affermazione della Chiesa “è un soggetto umano con una ben definita identità” e come tale “ha diritto alla sua propria vita” riferito all’embrione che viene distrutto a causa dell’asportazione della massa cellulare interna alla blastociste. Come affermato da Mons. Elio Sgreccia, bisogna dire di no alle staminali embrionali e si alle staminali adulte perché, si va dimostrando che le cellule embrionali possono provocare dei teratomi (tumori embrionali). Questo succede perché la cellula embrionale è in grado di trasformarsi in altri tessuti essendo più instabile, quindi il Mons. spera che i soldi di queste ricerche vadano per altri scopi come le ricerche sulle cellule embrionali adulte.

Nelle fila dei contrari, si trovano anche alcuni biologi, come Oreste Arrigoni, che affermano come si è visto in varie ricerche, il danno che possono provocare le cellule staminali embrionali sugli organi del nostro organismo. Vi sono inoltre anche altri Stati che, come l’Italia e la Germania, hanno vietato all’interno del loro territorio la creazione delle cellule staminali embrionali.