Gibson Guitar Corporation

Nell'estate del 1894 Orville Gibson, nato nel 1856 a Chateaugay, NY, USA, non si poteva immaginare sicuramente l'influenza che il suo operato avrebbe avuto nel secolo successivo. Nel suo piccolo laboratorio di mandolini a Kalamazoo (Michigan, USA) cominciò una produzione di mandolini caratterizzata da elevatissima qualità e grande studio di design.

La ricerca dell'eccellenza rese possibile ad Orville Gibson di brevettare la sua più grande innovazione: un mandolino dotato di design completamente reingegnerizzato, semplice da costruire e gradevole all'orecchio. Questa fu l'unico brevetto depositato da Orville, morto successivamente nel 1918.

Lloyd Load, un abile mandolinista del tempo, si unì alla Gibson nel 1919 portando avanti l'eredità lasciata da Orville: i concetti di curvatura. Questi diede alla luce il mandolino F-5 e la chitarra L-5, i primi strumenti a tasti a presentare le classiche buche ad "f". La L-5 si impose nella scena musicale e divenne la prima chitarra ad avere un ruolo chiave nelle orchestre, sostiuendo spesso il banjo tenore. Loar lasciò la compagnia nel 1924, dopo aver studiato un prototipo di basso elettrico che non fu ben accolto dal management della Gibson e dal pubblico. Entrambe non erano ancora pronti per una rivoluzione così importante.

La Depressione vide l'azienda spaziare dal mercato dei giocattoli al mercato musicale, dove introdusse una nuova linea di violini (gli stessi che ispirarono Orville agli esordi) ed una linea di chitarre acustiche economiche.

Fino al 1937 il problema che assillava gli ingegneri Gibson era il volume: le soluzioni erano fondamentalmente studiate per cercare di sovrastare il volume degli altri strumenti, soprattutto gli ottoni. Per questo motivo gli ingegneri ampliarono la cassa della L-5 nel 1934, permettendole di competere in volume con gli altri strumenti. Tuttavia la rivoluzione era ormai alle porte e, da quel momento in poi, la chitarra avrebbe avuto un ruolo magico nello sviluppo della musica.

Proprio nel 1937 entrò a far parte del catalogo Gibson la prima chitarra spagnola-elettrica, la ES-150. Altre aziende stavano già producendo chitarre elettriche (si veda storia della chitarra elettrica), ma la ES-150 fu la prima ad avere successo commerciale. Lo strumento era disegnato per essere amplificato attraverso i pickup magnetici di cui era dotato. Fu proprio questa caratteristica che consentì a Charlie Christian, chitarrista del Benny Goodman Sextet and Orchestra, di inventare uno stile completamente nuovo, che presentava una chitarra protagonista indiscussa della musica. Forse anche Christian lo ignorava, ma stava creando qualcosa che dura ancora ai giorni nostri.

La Seconda Guerra Mondiale segnò un cambio di rotta per la compagnia. La mancanza di legno impedì alla Gibson di produrre chitarre elettriche, tuttavia l'azienda si dedicò proficuamente alla fornitura di parti lignee all'industria bellica.

Nel 1946 la produzione di strumenti musicali riprese e, grazie ad una domanda sempre crescente, si stava già delineando il successo commerciale dell'azienda. Nel 1948 fu ingaggiato Ted McCarty, veterano dell'industria musicale, diventato successivamente presidente della compagnia. Nel 1949 venne introdotta la ES-175, una chitarra elettrica che ha fatto storia ed è ancora disponibile oggi.

McCarty sapeva bene che Fender, con la sua Telecaster, stava aggredendo il mercato. Per questo motivo decise di creare una chitarra elettrica solid body che seguisse le linee produttive di Gibson e le sue tendenze di design. Firmò un contratto con il chitarrista Les Paul per dare alla nuova chitarra il suo nome, Les Paul. Les era un pioniere tecnologico ed aveva già sviluppato un concetto del tutto artigianale della solid-body tagliando a metà una Epiphone e realizzando "The Log", il tronco, nel 1941. Tuttavia il contributo che diede allo sviluppo della Les Paul fu minimo.