Anemia durante la gestazione

L'anemia è la diminuzione dei globuli rossi e dell'emoglobina nel sangue della madre.

La produzione di globuli rossi è regolata dal ferro presente nell'organismo e l'anemia in gravidanza è sempre causata da una carenza di questo elemento (il fabbisogno di ferro di una donna in età fertile è di 18 mg al giorno, in gravidanza la dose consigliata è di 30 mg per dì) e per questo viene detta anemia sideropenica. Inoltre l'emoglobina è più diluita nel sangue a causa dell'aumento di volume del sangue in circolo. La conseguenza diretta è appunto l'impossibilità di produrre globuli rossi. Le conseguenze indirette sono una inefficiente ossigenazione dell'organismo della madre che porta a pallore, senso di spossatezza, indebolimento organico generalizzato.

Malgrado l'anemia sia assolutamente normale in questo particolare momento della vita, non deve essere trascurata, al fine di evitare di giungere al parto troppo indebolite.

Il rimedio più semplice è ingerire alimenti contenenti ferro in gran quantità: carne, pesce, sesamo, soia, prezzemolo, tuorlo d'uovo, lenticchie, spinaci, fichi. Il ferro contenuto negli alimenti di origine animale è molto più assimilabile di quello contenuto negli alimenti di origine vegetale: per questo motivo in gravidanza è necessario consumare ogni giorno 120 grammi di carne o pesce e due uova a settimana. L'assunzione di acido folico e di vitamina C favorisce da una parte la produzione di emoglobina, dall'altra l'assorbimento del ferro dagli alimenti.